I lavori per il Triennale Design Museum iniziano nel 2004 con la realizzazione della Biblioteca del Progetto, proseguono con il restauro degli spazi destinati al Museo e si concludono il 6 dicembre 2007 con la sua apertura al pubblico, nel pieno rispetto dei tempi programmati e senza interrompere neanche per un giorno l’attività culturale ed espositiva della Triennale di Milano.

Il progetto architettonico di restauro del Palazzo dell’Arte e di sistemazione e adeguamento del Museo è di Michele De Lucchi. Tutti gli spazi espositivi della Triennale sono stati adeguati agli standard museali internazionali, compresa la climatizzazione del Salone d’Onore.

L’elemento architettonico innovativo di Triennale Design Museum è il suo ingresso attraverso un ponte che permette al Museo di essere al contempo all’interno della Triennale e corpo autonomo e visibile nella sua funzione.

Per il Triennale Design Museum la Triennale si è avvalsa della cura scientifica di Andrea Branzi. Triennale Design Museum ha l’ambizione di essere fortemente innovativo. In genere nei musei ci si va una o due volte nella vita. Il programma, la sfida di Triennale è quella di far tornare il visitatore due volte all’anno. Da qui l’idea di un museo non cristallizzato e statico, ma un museo dinamico. Capace di rinnovarsi e di offrirsi sempre con visioni rinnovate.

Da una parte si sviluppa in un’ampia ricerca scientifica che racconti e rappresenti la storia del design italiano attraverso diverse chiavi di lettura, storie, prospettive, approcci e che affronta per la prima edizione del museo il tema Che cosa è il design italiano?.

La storia del Design Italiano è presentata non solo attraverso un paesaggio domestico di oggetti ma anche attraverso un contributo filmico-architettonico di Peter Greenaway (Ouverture. Fiato alle trombe! 2000 anni di creatività italiana) e di registi italiani che interpreteranno le ossessioni del design Italiano:

Antonio Capuano
La luce dello spirito.
Lampade, raggi, realtà immateriali, dal Barocco a oggi;

Pappi Corsicato
Il super-comfort.
Elaborazione problematica di comodità popolare;

Davide Ferrario
La dinamicità dai Futuristi.
Alla ricerca di instabilità, velocità, provvisorietà moderna;

Daniele Luchetti
La democrazia impilabile.
Alla ricerca di serialità, impilabilità, lavabilità;

Mario Martone
Il teatro animista.
Da Pompei agli oggetti di scena contemporanei;

Ermanno Olmi
I grandi semplici.
Dai Paleocristiani all’attuale ricerca di archetipi;

Silvio Soldini
I grandi borghesi e la sacralità del lusso.
Come primo fondamento del consenso sociale attorno al Design italiano e alla sua memoria del lusso sacro dei Bizantini.