Altari Sonori
2 Ottobre. 18 Ottobre 2009.
Triennale Bovisa
ARTBox Shock, network di eventi di arte contemporanea, musica e design diretto da Ronald Lewis Facchinetti in corso a Milano, Sesto San Giovanni e Monza per tutto il mese di ottobre, presenta alla Triennale Bovisa l’intervento Altari Sonori e un inedito Body Concert.
Nel piazzale di Triennale Bovisa due container sono il teatro dell’installazione Whitespaces dell’artista Brittany Mitchell da poco esposta nel museo temporaneo ContainerArt di Vancouver.
Un manto di morbida erba scandisce il percorso all’interno dei due container ove l’artista propone una selezione dei suoi più recenti lavori: opere pittoriche ma concepite con la complicità del medium tecnologico. L’artista ha impiegato quale materia prima della sua ricerca mappe cartografiche digitali da cui ha osservato – e quindi trascritto su tela in un sintetico à plat – solo le zone “verdi” della sua città natale, Vancouver. Il costruito, sia questo strada, cemento o sotterraneo, è bianco: vuoto. A emergere è un segno, eco incontestabile dei mutamenti che hanno investito il cuore della British Columbia canadese, con una natura che è stata ascoltata nella progettazione urbanistica e architettonica. Ma quante sono le città e le metropoli per le quali si potrebbe verificare la stessa attitudine?
Il progetto di Brittany Mitchell è stato realizzato per la tappa canadese di ContainerArt, evento itinerante di arte pubblica contemporanea ideato da Ronald Lewis Facchinetti che festeggia quest’anno il suo quarto compleanno. Oltre cento container per altrettanti artisti sono stati posizionati nei centri e nelle periferie di città italiane e straniere (Bergamo, Casale Monferrato, Genova, Gerusalemme, Milano, New York, Roma, Sao Paolo, Tirana, Torino, Vancouver, Varese) trasformando il simbolo per eccellenza di mobilità, commercio, omogeneità e movimento in un’esperienza estetica inattesa e gratuita per i cittadini. Cittadini che spesso (Roma-Gerusalemme; Torino-Tirana) si sono anche sorpresi in “connessione” con quelli di altre nazioni grazie a progetti di connessione digitale.
L’obiettivo di ContainerArt è favorire la conoscenza dell’arte contemporanea, agevolare il fruitore nella concentrazione sull’opera d’arte, costruire incontro, mediazione e dialogo fra individui di latitudini diverse.
Il designer Andrea Modica presenta all’interno degli spazi di Triennale Bovisa una serie di strutture che, in sintonia con la mission di ContainerArt e del più recente network di eventi Box Shock, contribuiscono a isolare il fruitore dalle possibili distrazioni esterne, siano queste i passi degli altri visitatori o un cellulare di troppo. La concentrazione si sposa alla ritualizzazione perché le strutture ideate da Modica creano un percorso obbligato su una pedana, un altare appunto, il cui esito è un cubo ad altezza della testa. Solo questa, infatti, può penetrare nella vera struttura espositiva, per godere di nuove potenzialità di ascolto del suono che oltre alle orecchie coinvolgono anche la mente e il corpo. Le installazioni in mostra sono di Kilohertz, Diego Sferazza, Irene Cabiati e Pietro Russo.
Kilohertz: Star child
Attraverso le vibrazioni del suono che vanno ad arricchire la base sonora del gruppo In-Canto Armonico il fruitore esplora lo spazio interno del proprio corpo scoprendone le galassie nascoste.
Diego Sferrazza: Home sweet home
Una meditazione guidata attraverso i suoni comuni domestici per esplorare un ambiente ad occhi chiusi.
Irene Cabiati: La forma del silenzio
Una coltivazione di orecchie che si nutrono di suono composto dal gruppo di vocalizzazione In-Canto Armonico.
Pietro Russo: Analogic sound cube
Per ritrovare la propria infanzia con un gesto archetipo. Tira la cordicella, chiudi gli occhi e diventa parte del carillon nel quale sei immerso.
Venerdì 16 ottobre 2009, dalle ore 19 in poi, ecco Soundboxes: un Body Concert di Kilohertz, collettivo che introduce vettori di suoni e vibrazioni per trasformare l'ascolto della musica in esperienza interiore coinvolgendo artisti, architetti, designer e compositori per educare il nostro corpo a fruire il suono in modo inedito.
Gli eventi Kilohertz sono Body Concerts dove DJ e compositori possono sperimentare un nuovo modo di fare musica, intervenendo attraverso le onde sonore direttamente nel corpo del proprio, selezionatissimo, pubblico. Chitarre, equalizzatori e consolle diventano massaggiatori sonori. L’obiettivo è testare se particolari bouquet di frequenze possono aiutare i fruitori d'arte a concentrarsi meglio davanti a un’immagine, a una scultura o a un’installazione. Con un sistema inusuale volto a spodestare dal suo pigro trono il White Cube a favore di un White Noise tutto corpo, gli strumenti dei Body Concerts si presentano come un interessante esperimento, oggetti non inanimati ma statici, che possono e sanno interagire nello spazio e con il pubblico.
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