Acqua da bere
Il design della sete
A cura di Anna Barbara
La Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano presenta la mostra Acqua da bere.
Acqua da bere, curata da Anna Barbara, si colloca nel ciclo di mostre ideato da Silvana Annicchiarico, conservatore della Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano. Rientra, quindi, nel progetto che, iniziato con Le parole e le cose (Non sono una Signora, Animal House, Il mondo in una stanza) e proseguito con Fuori Serie (indagine sulle origini del design italiano), punta ad esporre la Collezione Permanente del Design Italiano con un taglio sempre nuovo e attento alle problematiche attuali, tracciando nuovi possibili percorsi di lettura nella storia del design italiano e consentendo di individuare, segnalare e acquisire nuovi oggetti che arricchiscano e consolidino il patrimonio esistente.
Acqua da bere non è una mostra antologica sull’acqua, ma vuole essere una raccolta di oggetti e prodotti che esprimono i gesti, le tensioni e le mode che oggi si collegano con il tema dell’acqua
Il governo dell’acqua è sempre stato materia di progetto. Tuttavia sembrerebbe che il suo diventare risorsa limitata ne definisca nuove regole, nuove relazioni, nuove modalità e strategie.
L’acqua da bere è diventata sempre più materia di progettazione, merce rara, elemento di cultura, di business, di alta qualità.
In questo nuovo scenario bere acqua, nella sua doppia valenza di materia e immagine, diventa sempre più una delle icone cult della nostra società tanto da generare un vero e proprio trend: film, dibattiti scientifico-sociali, libri, acquastores, riviste, opere d’arte, progettazione di design e packaging ispirati, musei e associazioni dell’acqua, voglia di prodotti naturali e successo di filosofie naturiste.
L’esposizione curata da Anna Barbara è una perlustrazione nel design tra due atteggiamenti estremi: quello per cui bere acqua è una questione di sopravvivenza e quello per cui l’acqua è una questione di degustazione.
La mostra prevede tre livelli tematici e interpretativi sulla questione dell’acqua da bere:
Acqua-rara. Si sottolinea la propensione a considerare l’acqua come bene di lusso, come risorsa in scadenza. Gli oggetti e i prodotti sono quelli che appartengono a un mondo di arsure, dove bere acqua è vitale: cisterne, flebo, contenitori.
Acqua in-forma. Ospita prodotti il cui fine è quello di contenere acqua da bere. Dell’acqua si colgono i segni di una progettualità che deriva dalla sua dimensione di liquido imbrigliato che va dal design di bicchieri, bottiglie, packaging ad hoc, ai nuovi materiali ad alta ritenzione.
Acqua-filia. Espone oggetti e prodotti che esprimono l’attitudine a trattare l’acqua come trend da impiegare per il care, per assaporarla, per farne business, per divertirsi, dai bicchieri per la degustazione dell’acqua agli acquastore.
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