15 Febbraio. 27 Aprile 2003.

Triennale di Milano
ARCHITECTURE
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A cura di Marco Romanelli e James Peto
Consulenza scientifica: Lisa Ponti
Progetto di allestimento: Marco Romanelli e Marcello Pinzero 
Progetto grafico: Italo Lupi e Marina Del Cinque

Gio Ponti A World ovvero “Gio Ponti: un mondo” è il titolo della più importante esposizione monografica fino ad oggi dedicata al grande architetto milanese (più di 400 oggetti tra mobili, disegni, quadri, libri, progetti, plastici, riviste), esposizione che per volontà della Regione Lombardia giunge alla Triennale di Milano, dopo essere stata presentata a Londra e a Rotterdam, proprio all’inizio del progetto di recupero di uno dei più grandi esempi di architettura contemporanea, il grattacielo Pirelli.

La mostra vuole parallelamente indicare l’enorme mole e complessità dell’opera pontiana, le variegate possibilità interpretative e i percorsi multiformi che in essa è lecito compiere, nonché la diffusione che, già all’epoca e praticamente dagli inizi, la sua opera ha avuto appunto nel mondo. Echi verso il mondo e echi dal mondo che tuttavia sempre riportarono Ponti, milanese di nascita e di affezione, a questa città. Città che, pur usualmente diffidando dei simboli, si riconosce in un simbolo: una torre, come era una volta nell’Italia dei mille campanili, una “torre laica”: il grattacielo Pirelli, capolavoro della maturità pontiana. Città che, celata nelle sue maglie, porta fondamentale l’impronta del lavoro di Ponti: in urbanistica e architettura ovviamente, ma non solo: anche nella creazione di quel sistema design, unico nel suo genere, fatto di produttori e artigiani, riviste, premi ed esposizioni che ancora oggi reggono le sorti del progetto.

La particolarissima figura di Gio Ponti viene in questa mostra tratteggiata nella sua interezza e complessità attraverso la continua giustapposizione di architettura, arredamento, design ed arti decorative. Si aggiunge il costante riferimento all’attività di critico militante, così come alla personale passione per la pittura. A tali risultati la mostra perviene attraverso un corpus notevolissimo di opere originali e di disegni autografi provenienti in parte dagli archivi della famiglia Ponti e in parte da prestigiose collezioni private e pubbliche europee. Ne risulta da un lato la capacità senza uguali di Gio Ponti di passare da una scala progettuale all’altra raggiungendo, in ognuna di esse, risultati figurativi altissimi, dall’altro l’incredibile tensione creativa che porta l’architetto milanese a rinnovare sostanzialmente il suo linguaggio ogni decennio, per ben sette decenni. In questo senso, e certo non solamente per motivi cronologici, Ponti giunge a rappresentare l’intero secolo appena trascorso.

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