Il segno Alfa
A cura di Francesco Casetti
Progetto di allestimento e grafica: Top Tag Milano - Nick Bellora, Francesco Carli
La Triennale di Milano presenta Il segno Alfa, in occasione del centenario della fondazione della nota casa automobilistica. L’esposizione punta a ripercorrere la presenza dell’Alfa Romeo sullo sfondo delle vicende culturali e sociali dell’Italia, con l’idea di mostrare più che l’automobile con la sua industria e la sua tecnologia, l’immaginario che la accompagna: un immaginario che da un lato si nutre di desideri, e dall’altra parte affonda le proprie radici nella quotidianità.
Le automobili dell’Alfa Romeo – oggetti che uniscono eleganza e utilità, raffinatezza e praticità, innovazione e prestazione – sono qualcosa che tutti hanno sognato, e che molti hanno posseduto. La mostra vuole suscitare nello spettatore due atteggiamenti congiunti: lo stupore, ma anche il piacere di riconoscere – e di riconoscersi. Nelle singole sale, ciascuna dedicata ad un decennio, le automobili esposte dialogano con documenti fotografici, con opere d’arte, con oggetti quotidiani, con elementi del paesaggio urbano, con i film del periodo. Il risultato è quello di restituire lo spirito del tempo lungo tutto un secolo. Questo dialogo è accentuato dalla presenza di nove video a cura di Valeria Palermo, ciascuno dedicato ai singoli decenni, con scene da documentari ma anche da pellicole conosciute o meno note che lo spettatore potrà riscoprire attraverso rapidi frammenti. Seguendo il filo di una cronologia ragionata, composta appositamente da Peppino Ortoleva, storico di media e del costume, il dialogo si estende anche alla storia politica, sociale e culturale del Paese, ben rappresentata da alcune prime pagine del Corriere della Sera con riferimenti a eventi politici cruciali per il periodo. In ogni sala si trovano anche alcune opere rappresentative delle tendenze estetiche del Novecento – nel tentativo di far interloquire la creatività artistica con la creatività alla base dell’oggetto meccanico. Tra gli artisti presenti in mostra: Valerio Adami, Giorgio De Chirico, Fortunato Depero, Mimmo Paladino, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Mario Sironi. Infine si trovano alcuni oggetti che si sono fatti strada in ogni stagione – oggetti preziosi basati su un lavoro di design, oggetti qualunque in cui si manifesta il bisogno di bellezza e di decoro. Il titolo Il segno Alfa richiama non solo la casa automobilistica ma anche la prima lettera dell'alfabeto greco – quasi a sottolineare come ogni vettura, oltre che un oggetto concreto, è anche un emblema. "Il segno Alfa" fa dunque riferimento alla capacità dell'Alfa di farsi segno, di lasciar un segno, e di essere un segno che viene prima di tutti in modo concreto, ma anche sul piano dell'immaginario.
L’immagine della mostra è una rielaborazione grafica di un disegno inedito di Fortunato Depero con un’automobile in velocità. La mostra è avvolta da una musica di sfondo per tutte le sale, composta appositamente dal maestro Giovanni Albini
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