23 Novembre 2004. 27 Febbraio 2005.

Triennale di Milano
DESIGN
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Tell a friend

A cura di Alba Cappellieri e Marco Romanelli
Progetto di allestimento di Marco Romanelli e Marcello Pinzero
Grafica di Giuseppe Basile 

La mostra si propone di evidenziare la specificità del gioiello di design rispetto al vasto mondo della gioielleria. In quest’ultimo afferiscono, infatti, oltre ai settori tipici della produzione, categorie diverse quali il “gioiello d’artista”, il “gioiello dei jewellery designers” (ovvero di chi, occupandosene in via costante ed esclusiva, adotta un approccio specialistico al tema) e il “gioiello pezzo unico”.

Nel gioiello pensato dai designer le componenti materiche, tecnologiche e persino formali non sono dettate né da un puro atto creativo, né da un’esigenza produttiva o di marketing, ma rappresentano piuttosto l’applicazione di un processo analogo a quello adottato, dagli stessi autori, ad altre scale progettuali (dal furniture al product design fino, a volte, all’architettura).

Le opere esposte sono state quindi selezionate in quanto frutto del lavoro di creativi abituati a confrontarsi con il più ampio alveo della progettazione architettonica e del design. I rimandi a queste discipline, ovvero alla scala maggiore, vengono cristallizzati nei gioielli proposti, a volte attraverso un processo di auto-citazione, altre volte secondo rimandi più segreti. Sempre comunque sostituendo, come parametro di attribuzione del valore, le scelte progettuali alla tradizionale preziosità del materiale. Le opere presentate riassumono le recenti stagioni artistiche, suggeriscono analogie formali con architetture e mobili e invitano al confronto trasversale tra le diverse scale progettuali. Sul piano del linguaggio lo scontro generazionale - da Sottsass ai Bouroullec - giocato sui materiali e sulle tecniche, oltrechè sulla forma- si fa evidente, confermando l’alto valore simbolico, e quindi la relazione con la tendenza e il dibattito, insiti nell’atto stesso di decorare il corpo.

Per contrappunto, e per chiarire il concetto di “gioiello di design”, si è scelto di presentare cinque categorie esemplari: - Gioiello d’artista (Carla Accardi, Getulio Alviani, Afro Basaldella, Pietro Consagra, Fausto Melotti); Gioiello di Jewellery Designer (Giampaolo Babetto, Mario Pinton, Gerd Rothmann); Gioiello Pièce Unique (Bulgari, Cartier, Chanel, Damiani); Gioiello di Fashion Designer (Chanel, Gucci); Gioiello di Produzione: (Bulgari, Cartier, Salvini) -che evidenzino altri modi della gioielleria contemporanea e quindi segnalino differenze e analogie con il gioiello di design.

L’allestimento, progettato da Marco Romanelli e Marcello Pinzero, si propone di valorizzare ciascun percorso progettuale individuale ponendolo tuttavia in relazione con tutti gli altri. Nasce così una suggestiva selva di colonne autoilluminate che racconta l’approccio di ogni singolo designer al tema del gioiello. Particolarmente incisivo il progetto grafico, della mostra e del catalogo, a cura di Giuseppe Basile, in particolare nell’immagine-logo de “Il design della gioia” ove compare la riproposizione stilizzata di un volto costruito attraverso alcuni dei gioielli in mostra.

Opere di Franco Albini e Franca Helg, Ron Arad, Shin&Tomoko Azumi, Gijs Bakker, Mario Bellini, Sebastian  Bergne, Afra Bianchin Scarpa, Ronan e Erwan Bouroullec, Fernando e Huberto Campana, Matali Crasset, Björn Dahlström, Riccardo Dalisi, Manolo De Giorgi, Michele De Lucchi, Peter Eisenman, Uwe Fischer, Emanuela Frattini Magnusson, Konstantin Grcic, Martĺ Guixé, Arata Isozaki, Nathalie Jean, Harri Koskinen, Axel Kufus, Marta Laudani, Angelo Mangiarotti, Alberto Meda, Richard Meier, Alessandro Mendini, Benedetta Miralles Tagliabue, Bruno Munari, Maria Eugenia Muratori, Emilio Nanni, Marc Newson, Paolo Portoghesi, Marco Romanelli, Rolf Sachs, Afra e Tobia Scarpa, Ettore Sottsass, Martin Szekely, Giovanna Talocci, Frank Tjepkema, Patricia Urquiola, Lella e Massimo Vignelli, Pia Wallén, Marcel Wanders, Hannes Wettstein, Michael Young

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