23 Maggio. 14 Giugno 2009.

Triennale di Milano
ARCHITETTURA
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Lo sguardo di cinque fotografi sulle eredità urbane e ambientali di cinque Expo in Europa: Reportage sulla condizione attuale di Lisbona, Hannover, Siviglia, Saragozza e Suisse, fissati dagli obiettivi di Marco Introini, Claudio Sabatino, Claudio Gobbi, Gabriele Basilico e Maurizio Montagna.

Le Esposizioni Internazionali, dal secolo scorso fino ad oggi, sono state grandi occasioni di rappresentazione di identità e capacità organizzative nazionali mettendo in gioco un notevole dispiegamento di mezzi e grande coinvolgimento fisico delle realtà urbane delle città ospitanti, sia a livello architettonico che infrastrutturale.

In previsione della prossima edizione milanese del 2015 l’Ordine degli Architetti di Milano ha promosso una serie di incontri tematici e organizzato in parallelo campagne fotografiche in cinque città europee sedi di EXPO negli anni passati, per documentare la realtà ambientale odierna delle aree espostive, il livello di integrazione urbana residuo e i problemi relativi al riuso delle strutture architettoniche.

I quartieri fieristici, le architetture per i servizi e specialmente le architetture realizzate per i padiglioni nazionali presentano problematicità diverse caso per caso, ma tutte dimostrano come nella concezione stessa dei progetti fieristici il problema del “dopo” sia cruciale e imponga la progettazione del riutilizzo o della dismissione programmata delle strutture espositive a EXPO terminata.

Con modi, impatto e qualità diverse le città di Siviglia, Hannover, Lisbona e Saragozza confermano come i quartieri fieristici e le concezioni espositive promozionali legate alle strategia della costruzione di complessi edifici e di padiglioni nazionali lascino sul terreno eredità fisiche architettoniche ed urbane di non facile gestione e generalmente separate e sconnesse dalle complesse realtà urbane che le hanno ospitate. 

La realtà dell’EXPO Suisse del 2002, progettata con strategie opposte, mostra nei limiti dimensionali e temporali, la possibilità di pensare soluzioni diverse.

L’oggetto di questa mostra è una selezione delle 500 immagini di questo lavoro di ricerca fotografica.

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