La luce che ho in mente
Mario Nanni
18 Aprile. 23 Aprile 2007.
Triennale di Milano
DESIGNA cura di Mario Nanni
La luce che ho in mente racconta il pensiero progettuale di Mario Nanni e sviluppa la sua ricerca continua e talvolta estrema della luce giusta. Gli strumenti che raccontano il suo pensiero sono il fuoco, la lampadina a incandescenza, la lampadina a immagini variabili. Il retroscena di un teatro definisce l’ingresso in maniera singolare. La stanza della liv, la stanza del pittore, la stanza nera, la stanza bianca, fino ad arrivare al corridoio dalle grandi pareti inclinate dove la pioggia di lettere bagna gli ombrelli bianchi dei visitatori.
La luce che ho in mente è un pensiero progettuale preciso che cresce, si espande, non si ferma alla creazione del prodotto, ma si spinge al suo utilizzo come mezzo per il buon progetto, come fonte di ispirazione. Un pensiero animato da tante persone, diverse, con formazioni dai più svariati ambiti, con percorsi personali che si incrociano in un unico punto: una diramazione di strade con lo stesso intento, progettare con la luce. Una mappa di idee e di emozioni che in aprile diventa la mappa di Milano fatta di parole, pensieri, proposte, oggetti e progetti. In Triennale vive lo spazio del pensiero: parole di grandi progettisti, momenti per riflettere, imparare, discutere e scoprire che il corpo illuminante è il mezzo per raggiungere l’idea, è lo strumento per costruire un buon progetto.
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