14 Gennaio. 14 Marzo 2003.

Triennale di Milano
ARCHITETTURA
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Nell’ambito della XX Esposizione Internazionale La memoria e il futuro la Triennale di Milano presenta Nuova architettura tedesca Per una modernità riflessiva, prima uscita europea dopo la presentazione a Berlino nel luglio 2002.

La mostra, concepita dalla Camera degli Architetti di Amburgo, mette in luce la migliore produzione architettonica degli anni Novanta in Germania, anni caratterizzati da trasformazioni radicali in ambito politico, sociale e culturale.
Due giurie, una tedesca e una internazionale, hanno selezionato 25 recenti opere progettate da architetti tedeschi. Una selezione che rappresenta le più avanzate firme della contemporaneità in Germania.

Non solo questi progetti sono presenti in mostra, ma anche il contesto nel quale questi architetti si sono formati e le correnti architettoniche più importanti in Germania dal secondo dopo guerra come Behnisch & Partner, Gottfried Böhm, Josef P. Kleihues, Daniel Libeskind, Oswald Mathias Ungers. Solo partendo dal confronto con le tradizioni dell’arte della costruzione è possibile individuare i nuovi sviluppi delle generazioni successive.

Ad integrazione della mostra è prevista una sezione dedicata al progetto della nuova Biblioteca Europea progettata per Milano da Bolles and Wilson, vincitori di un concorso internazionale realizzato nello scorso anno per la costruzione di uno dei complessi bibliotecari e culturali più grandi d'Europa e che illustreranno il loro progetto in Triennale a conclusione di un ciclo di conferenze pubbliche che vedrà la presenza di autori e critici tedeschi quali Hans Kollhoff, Sauerbruch and Hutton e Hadi Teherani, Werner Sobek e Markus Allmann.

Nonostante lo scambio d’idee e di confronti a livello mondiale, di una formazione internazionale, di collaborazioni multinazionali e studi di architettura che lavorano anche oltre i confini nazionali, questa mostra, curata da Ullrich Schwarz, sostiene la necessità di guardare l’attività progettuale di questi architetti nell’influenza da essa esercitata sull’ambiente culturale e artistico dei loro centri di vita e di lavoro e negli interessi delle generazioni successive orientati nella medesima direzione.

La nuova architettura tedesca non può essere forzata in schemi formali o programmatici, non appartiene a una scuola, a tendenze o a una chiara linea di tradizione. Sovrapposizioni, contaminazioni, trasformazioni e forme ibride dominano la scena senza essere provocatorie. Moderata, senza ostentazioni di superiorità, riflessiva in modo consapevole, senza falsa ansia di progresso. E’ l’architettura dell’autocritica della modernità.

La mostra Nuova architettura tedesca rappresenta all’interno della XX Esposizione internazionale La memoria e il futuro una necessaria finestra su una delle realtà culturali e sociali più avanzate d’Europa e insieme uno stimolo al confronto tra due culture architettoniche. Questa mostra inaugura una serie di approfondimenti tematici sulle realtà più ricche e sperimentali sulla scena dell’architettura e del design europeo che occuperanno una parte importante di questa seconda fase della XX Triennale.

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