5 Novembre 2002. 9 Marzo 2003.

Triennale di Milano
DESIGN
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A cura di Gianni Canova
Progetto di allestimento: Alberto Ferlenga

Un grande evento dall’omonimo libro di Calvino in occasione del trentennale.

Rendere visibile il non visibile. Indagare quanto di reale c’è nell’immaginario con cui pensiamo alla città e quanto di immaginario c’è nel nostro modo di vivere lo spazio urbano.

Questo il criterio ispiratore della mostra Le Città in/visibili,ispirata all’omonimo libro di Italo Calvino (uscito esattamente trent’anni fa nel 1972).

Dall’omonimo romanzo di Italo Calvino, pubblicato esattamente 30 anni fa, 11 progettisti provano a dar corpo, con linguaggi diversi, all’immaginazione di una città. Dal design (Gaetano Pesce) al cinema (Giuseppe Piccioni con Giancarlo Basili), dalla musica (Afterhours con Carlo Forcolini e Thomas Berloffa) alla videoarte (Studio Azzurro), dalla scenografia (Margherita Palli al Teatro Strehler di Milano) al fumetto (disegnatori Bonelli), dall’architettura (Roberto Serino e Mimmo Paladino) alle tecnologie digitali (Marco Pozzi), dalla semiotica (Ugo Volli con Leila Fteita) alla light art (Carlo Bernardini) e alla land art (Giuliano Mauri), i linguaggi si incrociano e si confrontano inseguendo idee di città che oscillano fra il progetto e il sentimento.

Un percorso fotografico a cura di Giovanni Chiaramonte, con sguardi di Carmelo Bongiorno, Giovanni Chiaramonte, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Joel Meyerowitz, Maurizio Montagna, Paolo Rosselli, Marco Zanta, mostra come Calvino abbia saputo essere uno straordinario precursore e cartografo delle trasformazioni urbanistiche in atto nella seconda metà del secolo scorso, anticipando con la sua visionarietà alcuni dei tratti peculiari e salienti delle città e delle metropoli contemporanee.

La mostra sarà accompagnata da un Convegno Internazionale, 8 - 9 novembre, in cui studiosi e scrittori si confronteranno sulle trasformazioni dell’idea di città a partire dal libro di Calvino. Parteciperanno tra gli altri lo scrittore Bruce Sterling, il regista Gabriele Salvatores, l’architetto Bernardo Secchi, oltre a illustri studiosi di Calvino come Alberto Asor Rosa, Cesare Segre, Vittorio Spinazzola e Martin Mclaughlin.

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