15 Maggio. 22 Settembre 2002.

Triennale di Milano
FOTOGRAFIA
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A cura di Luca Molinari
Progetto di allestimento: Cliostraat, Stalker, Alessandro Scandurra

La mostra si presenta come una riflessione a più livelli che incrocia il rapporto tra fotografia e paesaggio contemporaneo, tra immagine e utente, tra spazio museale e macchina da visione.

La Triennale di Milano invita Armin Linke, Francesco Jodice e Olivo Barbieri, tre emergenti fotografi italiani il cui lavoro nell'ultimo decennio ha affrontato la narrazione dei nuovi paesaggi metropolitani mondiali, del complesso rapporto tra segno dell'uomo e Natura nelle aree più estreme e difficili del pianeta.

La Triennale di Milano ha commissionato ai tre autori lavori originali che indaghino ancora il rapporto tra spazio urbano e paesaggio.

Olivo Barbieri ha indagato la nuova autostrada che collega Pechino con Shangai generando inaspettate conseguenze sul territorio cinese con la crescita di nuovi insediamenti urbani lungo il percorso. Un’indagine del rapido processo di urbanizzazione che sta travolgendo la Cina ed in generale tutto il Sud Est asiatico.

Armin Linke sta indagando il nuovo sistema di dighe costruite lungo la frontiera tra Turchia e Irak. Il controllo e la gestione dell’acqua come fonte di pesanti ripercussioni politiche in tutto il Medio Oriente.

Francesco Jodice svolge tre “pedinamenti” in tre grandi metropoli mondiali, Hong Kong, Tokyo e New York. Un attraversamento delle città nella loro dimensione più quotidiana ed anonima.

Frammenti di una narrazione universale di un cambiamento profondo e radicale che sta coinvolgendo il territorio antropizzato mondiale e insieme racconti che parlano di un nuovo sguardo sui territori che cambiano. 

Insieme la Triennale di Milano invita tre giovani progettisti italiani a costruire, in accordo con i fotografi, tre macchine da visione, nuovi spazi in cui il rapporto tra fotografia e visitatore non risulti passivo ma che, invece, stimoli un rapporto diverso con le immagini, con la loro lettura ed interpretazione. La fotografia non è più vista come elemento fisso da esposizione ma come elemento capace di generare diversi livelli di interazione emozionale, fisica e intellettuale. 

Lo spazio espositivo è ripartito in due aree: la prima antologica e di accoglienza in cui saranno raccolte pubblicazioni, video e computer che mostrino la produzione complessiva degli autori e indirettamente una sorta di atlante per immagini del nuovo mondo. Uno spazio lounge accogliente in cui sedersi e sfogliare immagini. Un secondo spazio in cui sono installate le tre macchine da visione e in cui entrare per scoprire i nuovi lavori dei tre autori.

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