25 Gennaio. 17 Aprile 2002.

Triennale di Milano
ARCHITETTURA
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Un Prouvé più rigoroso, un Mies con la testa nell'ingegneria, un Morandi più spregiudicato. In verità Angelo Mangiarotti rappresenta un autore assolutamente originale nel panorama internazionale dell'architettura, uno dei pochi progettisti italiani (come Ponti, Nervi e Piano) in grado di esportare la propria idea e la propria filosofia.

Mangiarotti comincia a occuparsi di progetto già nei primi anni '50 e da subito le sue realizzazioni diventano riferimento, contemporaneamente, per il mondo dell'architettura, dell'ingegneria, del design e dell'arte, per la sua capacità di dialogare contemporaneamente con queste discipline normalmente distanti. Ma le realizzazioni di Mangiarotti ragionano sempre su più fronti: la chiesa di Baranzate seduce per eleganza, spregiudicatezza e rigore; la casa di via Quadronno a Milano emoziona nell'invenzione tipologico-costruttiva attenta alle esigenze di personalizzazione dell'utenza; la serie di tavoli di marmo Eros con incastro a gravità brilla nello sfruttare appieno le caratteristiche fisiche di quel materiale. Progetti in grado ogni volta di diventare nuovi modelli di riferimento.

Un senso profondo dei valori etici, un rigore civile e una tenuta morale con cui sentire anche ogni gesto della professione, individuano in Angelo Mangiarotti un esempio raro e prezioso cui riferirsi. Beppe Finessi.

Angelo Mangiarotti è uno dei maggiori protagonisti della cultura italiana del progetto. Architetto, designer, scultore, attivo da più di cinquantanni, Mangiarotti ha al suo attivo diverse centinaia di progetti e realizzazioni. Un'attività riconosciuta a livello internazionale con mostre, pubblicazioni e onorificienze.

In concomitanza con il suo ottantesimo compleanno, la Triennale di Milano organizza una mostra sulla sua straordinaria avventura professionale, avventura che inizia intorno ai primi anni cinquanta e che continua con successo ancora oggi. La mostra è strutturata su una selezione di 15 progetti di architettura, 19 progetti di design, 13 progetti di scultura.

Ogni progetto è esposto e raccontato attraverso schizzi, disegni esecutivi, fotografie d'epoca e attuali, modelli di studio, oggetti al vero, aneddoti, filmati d'archivio e appositamente realizzati. 
Ogni progetto è un pretesto per raccontare di un metodo, di un atteggiamento, di un modo di intendere la professione che è, nel caso di Angelo Mangiarotti, anche un modo di essere: la dimostrazione di come sia possibile far coincidere valori etici, ideali civili e principi morali con la propria professione, in questo caso con la propria idea di architettura. Ogni progetto viene indagato con l'ausilio di molti disegni di studio, schizzi a mano libera, "luogo" privilegiato di ricerca e ragionamento di Angelo Mangiarotti, già di per sé opere grafiche d'eccezione.

In prossimità di ogni (spazio dedicato a un) progetto, o di una serie di progetti, sono posizionati piccoli schermi attraverso i quali proporre in continuo frammenti di interviste, filmati, racconti dello stesso Mangiarotti sul senso, sui meccanismi, sulle scelte e sugli aneddoti di quel singolo progetto. Ancora, ogni progetto è introdotto da un disegno colorato appositamente realizzato da Angelo Mangiarotti su di una lavagna: momento/oggetto di beuysiana memoria, simbolicamente un originale fatto ad hoc per la mostra alla Triennale di Milano.

Il corpo delle sculture esposte, opere realizzate negli ultimi 15 anni, culmine della ricerca personale di Mangiarotti che intreccia filosofia, tecnologia, progetto e arte, si avvantaggia di una scultura, "Genesi", appositamente realizzata per la mostra milanese.

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