Costruire la città dell’uomo
Adriano Olivetti e l’urbanistica
18 Gennaio. 3 Marzo 2002.
Triennale di Milano
ARCHITETTURANella ricorrenza dell'anniversario della nascita di Adriano Olivetti, imprenditore poliedrico e rappresentante di punta della cultura italiana del Novecento, la Triennale di Milano ospita una grande mostra dedicata al rapporto tra Olivetti e l'urbanistica italiana del dopoguerra.
Una mostra che diventa riflessione su una delle più importanti stagioni della cultura architettonica ed artistica italiana ed insieme sul complesso rapporto tra amministrazione del territorio, politica e mecenatismo privato.
Nato nel 1901 Adriano Olivetti, laureato in ingegneria, per tutta la vita si occupa di urbanistica, in particolare dal dopoguerra matura la concezione dell'urbanistica come strumento tecnico attraverso il quale prende forma la comunità, concetto che andrà a costituire il nucleo centrale del suo pensiero.
Già dagli anni Trenta con il Piano Regolatore della Valle d'Aosta Olivetti si circonda di architetti, quali Bottoni, i BBPR, Figini e Pollini.
E' proprio dal primo dopoguerra che l'imprenditore, scrittore, editore elabora la sua proposta di modernizzazione che non esclude le specificità locali e che attua un coinvolgimento diretto dei cittadini.
Costituita da 500 pezzi originali, tra i quali 120 disegni di progetti commissionati direttamente da Adriano Olivetti o legati agli enti da lui coordinati o diretti, da plastici e da libri originali, l'esposizione approfondisce la figura del grande mecenate anche attraverso 200 fotografie in gran parte provenienti dagli Archivi Olivetti che documentano l'attività dell'imprenditore. Sono presenti in mostra alcuni filmati che completano la documentazione storica.
L'esposizione segue due diversi percorsi: da una parte il percorso principale mostra i materiali originali e le realizzazioni direttamente collegate alla biografia dell'imprenditore, dall'altra il percorso secondario attraverso documentazione prevalentemente fotografica collega Adriano Olivetti alle esperienze a lui contemporanee.
La mostra, inizialmente prodotta e ospitata ad Ivrea, viene riproposta alla Triennale di Milano con un importante ampliamento dei materiali documentari e storici e dall'altra con un nuovo allestimento prodotto appositamente per la sede milanese.
Allestimento per il quale si è scelto tra i lavori presentati da alcuni giovani progettisti italiani under 35 e che, nella linea che vide nel dopoguerra una fertile collaborazione tra Olivetti e la giovane architettura italiana, sottolinea il peso che la Triennale vuole dare alla promozione della giovane progettualità italiana oggi.
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