77 million Paintings
7 Luglio. 23 Luglio 2006.
Triennale di Milano
ARTEIl genio di Brian Eno, videoartista, musicista polistrumentista oltre che produttore, alza il sipario sulla settima edizione de La Milanesiana, manifestazione promossa dalla Provincia di Milano, organizzata dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi.
L'installazione audiovisiva 77 Million Paintings che combina il talento grafico e pittorico di Eno e le potenzialità della tecnologia - accompagna tutta la Milanesiana.
L’opera è un generatore casuale di combinazioni visive che produce e varia, all’infinito, i disegni e i dipinti originali di Brian Eno. 77 milioni le combinazioni possibili. Nessuna uguale alle altre, tutte uniche e specifiche. Un’opera che celebra la tecnologia digitale e l'arte e sullo sfondo, un tappeto sonoro e irripetibile, tale che nessun suono sarà udibile due volte nello stesso modo.
Nonostante sia probabilmente più conosciuto per la sua produzione musicale, Eno ha alle spalle una lunga carriera come artista visivo, e ha lavorato con composizioni generative così come con musica generativa in album classici come Music For Airports (1978) e Neroli (1993). Le sue opere visive sono state esposte nelle gallerie d’arte di tutto il mondo.
77 Million Paintings utilizza lo schermo del computer o della televisione per creare dipinti in costante evoluzione. Il dipinto è generato da immagini fatte a mano, che vengono combinate casualmente dal computer grazie ad un sofisticato software. Il software sottopone la musica che accompagna i quadri più o meno allo stesso processo, di modo che la selezione di elementi e la loro durata siano decisi arbitrariamente, formando un numero di variazioni virtualmente infinite. Il risultato diventa quindi imprevedibile perfino per l’artista che ne ha creato il seme, ed ogni spettatore vivrà un’esperienza assolutamente unica del dipinto.
La diffusione di potenti personal computer significa che ad oggi è possibile produrre e distribuire in massa questo tipo di arte. La visione di Brian corrisponde al trasferimento delle installazioni generative dallo spazio limitato della galleria alla casa dello spettatore, dando vita a quella che Brian chiama “musica visiva”, in quello che altrimenti rimarrebbe uno spazio vuoto nella stanza. Ma sorgono anche domande sul concetto dell’originale nell’arte, che Walter Benjamin non avrebbe certo potuto immaginare quando scrisse “L' Opera d'Arte nell'Epoca della sua Riproducibilità Tecnica”. Milioni di originali di Brian Eno saranno creati, e spariranno solamente per essere sostituiti da altri milioni ancora.
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