22 Febbraio. 19 Marzo 2006.

Triennale di Milano
ARTE
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Artesto è la prima mostra di “arte mobile” in Italia, cioè di arte concepita appositamente per i telefoni cellulari. Ideata e curata da Lorella Scacco e Marianne Viglione, è il risultato di una collaborazione creativa tra intellettuali, poeti, scrittori, musicisti e artisti visivi, è un’altra tappa dell’iniziativa Connect to Art.

Il progetto Connect to Art parte nel 2004 in Nokia Design dall’idea di portare “l’arte nel palmo della mano” e di trasformare il telefono cellulare in uno strumento di sperimentazione per gli artisti. Nokia perciò diviene committente di opere d’arte allo scopo di diffonderle attraverso un nuovo mezzo, il telefono cellulare.

L’idea di Artesto nasce dall’identificazione di alcuni messaggi chiave, moti e stati della mente relazionati ai temi della sensibilità, della trasparenza e della passione.

Philippe Daverio, Erri De Luca, Carlo Freccero, Alda Merini, Mogol e il gruppo musicale Subsonica sono stati gli autori invitati a identificare e creare i messaggi chiave.

Sono stati poi commissionati dei lavori a sei artisti italiani (Bianco-Valente, Botto & Bruno, Globalgroove, Antonio Rovaldi, Studio Azzurro, ZimmerFrei) che ispirati dalle frasi degli autori hanno creato le opere visive legate ai messaggi.

In mostra le opere dei sei artisti italiani e una selezione dei precedenti progetti internazionali (i finlandesi Kati Åberg, Juha Hemànus, Sari Kaasinen, Stefan Lindfors, Osmo Rauhala, Louise Bourgeois, David Salle, William Wegman, Nam June Paik e Brian Alfred).

“L’arte entra nella sfera comunicativa contemporanea e allo stesso tempo il cellulare diventa un canale alternativo per la diffusione dell’arte” affermano Lorella Scacco e Marianne Viglione. “L’artesto veicolato, dai telefoni cellulari, è una modalità per esprimere attraverso una opera artistica gli stati d’animo e della mente di ognuno di noi. In questo modo l’arte si inserisce nella dimensione comunicativa di oggi per cercare di renderla più sensibile e responsabile alle richieste autentiche della collettività”.

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