27 Febbraio 2010. 27 Marzo 2011.

Triennale Design Museum
III EDIZIONE
Video
Fullscreen
01/13
02/13
03/13
04/13
05/13
06/13
07/13
08/13
09/13
10/13
11/13
12/13
13/13
Condividi con Facebook
Condividi con Twitter
Condividi con Google+
Condividi con LinkedIn

MOSTRE SUGGERITE.

5 Aprile 2011. 4 Marzo 2012.

IV Triennale Design Museum
Le fabbriche dei sogni

Triennale Design Museum


IV EDIZIONE

21 Marzo 2009. 28 Febbraio 2010.

II Triennale Design Museum
Serie Fuori Serie

Triennale Design Museum


II EDIZIONE

7 Dicembre 2007. 25 Gennaio 2009.

I Triennale Design Museum
Le sette ossessioni del design italiano

Triennale Design Museum


I EDIZIONE

Direttore: Silvana Annicchiarico
Cura scientifica: Alessandro Mendini
Progetto dell’allestimento: Pierre Charpin
Progetto grafico: Jean-Baptiste Parré
Catalogo Electa

Dopo aver risposto alla domanda Che Cosa è il Design Italiano? con Le Sette Ossessioni del Design Italiano e Serie Fuori Serie, Triennale Design Museum dal 27 marzo 2010 presenta una nuova interpretazione del design italiano dal titolo Quali cose siamo.

Triennale Design Museum conferma così la sua natura di museo dinamico, in grado di rinnovarsi continuamente e di offrire al visitatore sguardi, punti di vista e percorsi inediti e diversificati. Un museo emozionale e coinvolgente. Un organismo vivo e mutante, capace di mettersi in discussione, smentirsi, interrogarsi.
Triennale Design Museum è diretto da Silvana Annicchiarico e ha la cura scientifica di Alessandro Mendini. L'ipotesi curatoriale alla base della terza interpretazione di Triennale Design Museum è che in Italia esista un grande e infinito mondo parallelo a quello del design istituzionale, un design invisibile e non ortodosso. Il punto di osservazione si sposta sulla storia e sulle storie che scaturiscono dai singoli oggetti che, messi uno accanto all'altro, creano una rete di relazioni e rimandi, un paesaggio multiforme capace di provocare squilibri e spiazzamenti, ma ricco di emozione e spettacolarità. Una selezione di opere dei Maestri, di artisti, di giovani designer entra in dialogo con oggetti inaspettati che, di primo acchito, non sembrano “fare sistema” ma, in realtà, non sono quello che sembrano. Se guardati attraverso nuovi punti di vista, mostrano una complessa matrice progettuale, forniscono un’ulteriore, inedita, testimonianza della creatività italiana e contribuiscono a definire in altro modo la nostra identità e l’essenza del design italiano.

Il museo “mette in scena” il design italiano rinnovando non solo il tema-chiave e l’ordinamento scientifico, ma anche l’allestimento che, per questa interpretazione, è affidato al francese Pierre Charpin.