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Orari di apertura

Oggi siamo aperti dalle 10.30 alle 20.30

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Il 22 Settembre la mostra Intrecci del Novecento sarà chiusa al pubblico dalle ore 17.00 alle ore 19.00 per un evento privato

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Stefano Ricci
Più Giù

6 - 7 e 9 - 10 GIU 2017

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Ingresso
Biglietto intero 15,00 Euro
Biglietto ridotto (under 30/over 65/gruppi) 10,00 Euro
Biglietto studenti 7,00 Euro
Orari
ore 21.00
Durata 52'
Dove
Teatro dell'Arte
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Stefano Ricci, disegnatore e artista grafico di fama internazionale, da tempo sperimenta nuove forme creative salendo sul palco insieme a musicisti, per alimentare il flusso di segni e colori con le note.

“Non so nuotare ma mi piace tuffarmi. Perché c’è quel punto meraviglioso nel tuffo che somiglia al volo, si aprono gli occhi e ci si lascia cadere. Disegnare, per me è come lasciarsi cadere, più giù, accompagnato dalla musica”. Stefano Ricci, disegnatore e artista grafico di fama internazionale, da tempo sperimenta nuove forme creative salendo sul palco insieme a musicisti, per alimentare il flusso di segni e colori con le note. Il suo ultimo progetto Più Giù, creato insieme a Danio Manfredini, lo vede disegnare in tempo reale, con pennelli e dita, accompagnato dal contrabbasso di Giacomo Piermatti e live eletronics di Vincenzo Core. Grazie a una telecamera, il pubblico può vedere l’immagine mentre prende forma, seguendo il ritmo di un racconto verbale e musicale.

Disegno, suono e voce sono strumenti antichi, segretamente uniti, che qui dialogano per narrare una storia che Stefano Ricci ha cercato di raccogliere, attraverso testi e immagini, nel libro Mia madre si chiama Loredana (Quodlibet, 2016) e che vede protagonista la madre dell’autore. Il racconto prende ora una forma nuova, che si delinea quasi per caso e dà vita a una performance di rara intensità che scava nella memoria degli affetti più profondi.

 

Stefano Ricci (Bologna, 1966) vive a Quilow, in Germania. Disegnatore, dal 1986 collabora con la stampa periodica e l’editoria in Italia e all’estero. Nel 1989 pubblica il suo primo libro illustrato, Dottori (Metrolibri), al quale seguono Ostaggi nello spazio (Salani, 1994), Don Giovanni (Salani, 1995), Il magnifico libro del Signor Tutto (E. Elle, 1995) e Lamioche (Edition Demoures, 1999). Per i fumetti ha pubblicato Tufo, su sceneggiatura di Philippe de Pierpont (Granata Press,1994; “Strapazin”, n° 34, 1995; Amok, 1996), selezionato nel 1997 per il XXV Festival di Angoulême. Per il libro collettivo Algérie, la douleur et le mal (Amok/BD BOUM, 1998) ha scritto e disegnato Safia Yacef. Sempre partendo dal disegno, lavora per il teatro: collaborando, tra gli altri, con il Teatro Testoni, la Compagnia di Leo De Berardinis, il Teatro della Polvere, ERT Emilia Romagna Teatro, il Centro di promozione teatrale La Soffitta. Per la danza, dal 1996 collabora con Raffaella Giordano, la compagnia Abbondanza Bertoni, la coreografa Karine Ponties, la compagnia Dame de Pic. E si misura anche con il cinema insieme a Mario Martone e a Giovanni Maderna. Dal 1994 firma progetti di immagine coordinata e di collane editoriali per le quali è stato selezionato sull’ADI, Design Index 2000, e per il premio Compasso d’Oro 2001. Dal 1995 cura la collana di Edizioni Grafiche di Squadro (Bologna); e nel 1996, con Giovanna Anceschi, fonda la rivista “MANO fumetti scritti disegni”. Dal 2003 al 2009 è direttore artistico di “Bianco e nero”, rivista del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. È docente del corso di disegno al D.A.M.S. Gorizia, Università degli Studi di Udine, insegna disegno all’Università delle Arti Applicate di Amburgo (HAW), e all’École européenne supérieure de l’image di Angoulême (ÉESI). Dal 2008 dirige, con Anke Feuchtenberger, la casa editrice Mami Verlag.

 

Giacomo Piermatti (Foligno, 1986) studia contrabbasso con Daniele Roccato e Stefano Scodanibbio. Nel 2011 ottiene il diploma accademico di II livello con il massimo dei voti e la lode al conservatorio di Perugia. Suona nel Ludus Gravis, unica formazione in ambito europeo costituita da soli contrabbassi e dedita interamente alla musica contemporanea. Ha partecipato a numerosi festival internazionali, come Musica D’Hoy a Madrid, la Biennale di Venezia, la Rassegna di Nuova Musica di Macerata, Angelica Festival internazionale di musica a Bologna, Music of Changes a Claipeda, Gaida a Vilnius, Imago Dei a Krems Borealis a Bergen, Vinterfestuka a Narwik. Nel 2013 suona al Lucerne Festival Academy. È stato diretto, tra gli altri, da Pierre Boulez, Pablo Heras-Casado e David Robertson. Ha collaborato con Giancarlo Schiaffini, Julio Estrada, Vinko Globokar, Butch Morris e Gerard Pape. È stato premiato al concorso internazionale Valentino Bucchi, edizione 2011 ed edizione 2015, e nel 2012 al TIM Torneo internazionale di musica.
Ha realizzato registrazioni radiofoniche per Rai Radio 3 e discografiche per Wergo ed ECM.

 

Vincenzo Core (Giulianova, PG, 1982) studia musica elettronica con Alessandro Cipriani al Conservatorio di musica L. Refice di Frosinone. Dal 2008 compone per video, spettacoli di danza, installazioni e performance. La sua ricerca espressiva si concentra sulle relazioni tra i molteplici materiali compositivi per tracciare percorsi di senso che possano esprimere la complessità e la vitalità del sé. Le sue opere audiovisive, cofirmate da Fabio Scacchioli, hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui International Computer Music Association European Award 2012, Premio Speciale della Giuria Italiana.corti al 31mo Torino Film Festival, Miglior Opera Audiovisiva nel Premio Nazionale Delle Arti 2013, Miglior Cortometraggio al Lausanne Underground Film Festival, Migliore interazione video-aurale a Madatac 06. Dal 2015 suona la chitarra e cura l’elettronica nello spettacolo Faust, collaborazione tra Emilia Romagna Teatri fondazione e Opera Nazionale di Pechino.

Credits


disegno, testo, voce Stefano Ricci
contrabbasso Giacomo Piermatti
live eletronics Vincenzo Core
collaborazione al progetto Danio Manfredini
regia proiezioni Cristiano Pinna
musiche Vincenzo Core e Giacomo Piermatti.

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