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Jan Fabre / Troubleyn
Attends, attends, attends… (pour mon père)

3 - 5 MAR 2017

Theatre solo of Cédric Charron " Attends, attends, attends ( pour mon père ) directed by Jan Fabre/ Troubleyn in De Singel in Antwerp/ Belgium, Tuesday, 1st. April, 2014
Ingresso
Biglietto intero 20,00 Euro
Biglietto ridotto (under 30/over 65) 15,00 Euro
Biglietto studenti 10,00 Euro
Orari
Venerdì - sabato ore 20.00
Domenica ore 16.00
Durata 60'
Dove
Teatro dell'Arte
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Attends, attends, attends... (pour mon père), appassionato confronto in un dialogo immaginario tra padre e figlio, interpretato da Cédric Charron, storico performer di Fabre.

Artista visivo, coreografo, regista e scrittore, Jan Fabre porta avanti da quarant’anni una ricerca visionaria e dirompente, che ha fatto di lui uno dei nomi più rilevanti dell’arte contemporanea. Con lo spettacolo Mount Olympus – To glorify the cult of tragedy 24h ha ricevuto il Premio Ubu come miglior proposta internazionale presentata in Italia nel 2016.

La sua produzione Attends, attends, attends… (pour mon père) dà corpo al trascorrere del tempo attraverso il dialogo immaginario tra padre e figlio. Un appassionato confronto interpretato da Cédric Charron, storico performer di Fabre a cui l’artista belga si è ispirato per questo lavoro.

Il figlio, che della vita ancora non conosce ogni cosa, chiede al padre di aspettare, di avere pazienza, di accogliere i suoi tempi. Lo incita a tornare bambino per prepararsi meglio alla morte. Come un novello Caronte, il figlio rappresenta il traghettatore che accompagna il padre verso l’ultima traversata. Sul palcoscenico, Cédric Charron, vestito di rosso fiammante e avvolto da una coltre di nebbia, evoca fantasmi, memorie e rituali in un monologo di straordinaria forza drammatica. Lui conosce la morte come nessun altro, poiché essa fa parte della pratica artistica. Lui attraversa il fiume Stige, sveglia gli spiriti e li rinvia nel paradiso e nell’inferno da cui provengono.

 

Jan Fabre (Anversa, 1958), dopo gli studi all’Istituto di arti applicate e all’Accademia Reale di Anversa, esordisce con performance nel solco della body-art (My body, my blood, my landscape, 1978). Nel 1980 crea il suo primo spettacolo, Theater geschreven met een K is een kater, a cui seguono This is theatre as to be expected and foreseen (1982), della durata di otto ore, e The power of theatrical madness (1984) di quattro ore. Le sue opere sono state presentate nelle più importanti rassegne internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, la Biennale di Lione, la Biennale di San Paolo, dOCUMENTA a Kassel. È il primo artista a cui il museo del Louvre dedica un’importante mostra monografica (L’ange de la metamorphose, 2008). Ha progettato installazioni che amplificano l’approccio simbolico della sua ricerca (A consilience, 2000, Londra, The Natural History Museum; Umbraculum, 2001, Avignone, Chapelle Saint-Charles, Roma, Galleria comunale d’arte moderna e contemporanea) o sculture come Heaven of Delight nel Palazzo Reale di Bruxelles (2002), Totem a Lovanio (2004) e The man who bears the Cross nella Cattedrale di Anversa (2015). Negli ultimi anni sono state allestite sue personali al Palazzo Benzon di Venezia (Anthropology of a planet, 2007), al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma (Jan Fabre. Stigmata, 2013) e negli spazi del centro storico di Firenze (Spiritual guards, 2016).

Credits


testo, regia, coreografia Jan Fabre
interprete Cédric Charron
musica Tom Tiest
drammaturgia Miet Martens
video Gertjan Biasino
luci Jan Fabre, Geert Van der Auwera
Compagnia Troubleyn / Jan Fabre
co-produzione Festival Montpellier Danse
produzione in Italia Aldo Grompone
spettacolo in lingua francese sovratitolato in italiano

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