Teatro 19/20

Caterina Barbieri/Ruben Spini e Francesco Cavaliere

Time-blind e Zoo Machia Disc

Performance
5 OTT 2019, 19.00

Durata: 120’ (con intervallo)
Durante la serata è previsto l'uso di luci stroboscopiche

Per la serata inaugurale del progetto, sul palcoscenico del Triennale Milano Teatro si avvicenderanno due progetti artistici dai diversi linguaggi espressivi. Il primo, firmato da Francesco Cavaliere, è l’anteprima del nuovo lavoro del performer, musicista e artista visivo toscano, Zoo Machia Disc, che sviluppa racconti sonori in relazione a elementi installativi e coreografici.
A seguire, la performance audio-visiva Time-blind, nata dalla collaborazione tra la compositrice Caterina Barbieri e l’artista Ruben Spini: un’esplorazione del senso dell’estasi e del rapporto tra percezione, spazio e tempo, presentata nei più prestigiosi contesti internazionali (Sonar, Atonal, Funkhaus, Le Gaite Lyrique, The Silver Building, Today’s Art), che arriva per la prima volta questa sera in un teatro italiano. 

Francesco Cavaliere vive e lavora a Berlino. Conosciuto per la sensibilità con cui combina suoni materiali e spazio. I suoi lavori sono capaci di animare gli stati più profondi dei suoi ascoltatori, trasportandoli in un viaggio popolato da presenze e fenomeni sonori generati da voci e creature immaginarie vitree. Autore ed interprete della mini serie audio Gancio Cielo, Cavaliere da più di un decennio è dedito alla scrittura di mondi immaginari animati dalla sua voce e da una sterminata collezione di effetti sonori che caratterizzano i suoi personaggi e le ambientazioni che li circondano. Ha presentato il suo lavoro all’interno di alcuni degli spazi e delle manifestazioni più importanti a livello europeo (Riga International Biennale, Roskilde Festival, Manifesta Palermo, Café OTO London) e internazionale (da Montreal a New York, da Hong Kong a Tokyo).

Caterina Barbieri è un’artista italiana che esplora temi di fenomenologia della percezione e intelligenza artificiale in musica tramite un linguaggio minimalista. La sua ricerca prende spunto dagli effetti psico-fisici del suono per indagare il potenziale creativo della computazione, al fine di esplorare i processi della percezione e della memoria, spesso indagando stati di alterazione, estasi e allucinazione temporale. La sua opera è stata presentata in contesti internazionali quali Atonal, Sonar, Unsound, Mutek, Primavera Sound, Barbican Centre, Philharmonie de Paris, Biennale di Venezia, Berghain. I suoi due ultimi lavori Patterns of Consciousness (Important Records) e Ecstatic Computation (Editions Mego) sono stati acclamati dalla critica nazionale ed internazionale (Fact Mag, The Wire, The Guardian, Resident Advisor). 

Ruben Spini è un artista multidisciplinare italiano. Nato in Valtellina nel 1994, studia e lavora a Milano. La sua pratica artistica è una ricerca aperta intorno ai temi di percezione e comunicabilità, analizzata attraverso le modalità contemporanee di interazione tra uomo e natura e sviluppata secondo le tradizioni della poesia religiosa e della teoria dell’informazione.

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Crediti

Direzione artistica: Umberto Angelini
A cura di: Davide Giannella e Massimo Torrigiani/Fantom
Parla Ascolta Guarda Fai è un programma di incontri, installazioni, mostre, performance, ascolti, proiezioni, laboratori e progetti a cura di Davide Giannella e Massimo Torrigiani/Fantom.

Anteprima Archivio Digitale

X Triennale di Milano, 1954<br/>Allestimento della mostra dell’industrial design, Achille e Piergiacomo Castiglioni, Roberto Menghi, Marcello Nizzoli, Alberto Rosselli, Augusto Morello, Michele Provinciali, foto Fortunati
X Triennale di Milano, 1954
Allestimento della mostra dell’industrial design, Achille e Piergiacomo Castiglioni, Roberto Menghi, Marcello Nizzoli, Alberto Rosselli, Augusto Morello, Michele Provinciali, foto Fortunati
VI Triennale di Milano, 1936<br/>Teatro all’aperto nel piazzale d’onore con schermo per proiezioni, Eugenio Faludi, foto Crimella
VI Triennale di Milano, 1936
Teatro all’aperto nel piazzale d’onore con schermo per proiezioni, Eugenio Faludi, foto Crimella
V Triennale di Milano, 1933<br/>Impluvium del Palazzo dell’Arte, scorcio della fontana con la statua di Leone Lodi su disegno di Mario Sironi
V Triennale di Milano, 1933
Impluvium del Palazzo dell’Arte, scorcio della fontana con la statua di Leone Lodi su disegno di Mario Sironi
IX Triennale di Milano, 1951<br/>Padiglione USA, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti e Ernesto Nathan Rogers
IX Triennale di Milano, 1951
Padiglione USA, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti e Ernesto Nathan Rogers
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