Paolo Novelli

La Fotografia come differenza

Mostra

L’esposizione si concentra sul periodo 2002-2013 con l’intento di evidenziare la nascita e il consolidamento dello stile personale di Novelli. I cicli di immagini rivelano una fotografia essenziale, senza tempo e senza luogo, sintetizzata da Giovanni Gastel come “fotografia della solitudine”. L’altro aspetto, quello tecnico, rafforza la direzione atemporale di Novelli, la cui disciplina è in effetti una sola: la fotografia analogica. Tutte le opere sono su pellicola in bianco e nero, senza uso di flash o filtri e stampate a mano. La ripresa analogica viene condotta attraverso una premeditata anarchia operativa nell'uso dell'apparecchio fotografico. I progetti scelti affrontano il tema principale della ricerca di Novelli, l’incomunicabilità: porte chiuse, tunnel, nebbie, finestre e figure inanimate si inseguono in un arco temporale di poco più di una decade attraverso i suoi progetti.

Crediti

A cura di Giovanni Battista Martini
Photo © Paolo Novelli

Anteprima Archivio Digitale

XIV Triennale di Milano, 1968<br/>Scalone d’Onore
XIV Triennale di Milano, 1968
Scalone d’Onore
Costruzione del Palazzo dell’Arte, 1931<br/>Posa della prima pietra del Palazzo dell’Arte, foto Argo
Costruzione del Palazzo dell’Arte, 1931
Posa della prima pietra del Palazzo dell’Arte, foto Argo
IX Triennale di Milano, 1951<br/>Padiglione USA, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti e Ernesto Nathan Rogers
IX Triennale di Milano, 1951
Padiglione USA, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti e Ernesto Nathan Rogers
Palazzo dell’Arte, 1932<br/>Ingresso principale sul fronte ovest del Palazzo, foto Argo
Palazzo dell’Arte, 1932
Ingresso principale sul fronte ovest del Palazzo, foto Argo
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