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Teatro 19/20

OHT | Office for a Human Theater

Curon / Graun

Spettacolo

Durata: 50’

Un’opera che vorresti non finisse mai.

Corriere della Sera – La Lettura

Nel 1950 fu costruita la diga che determinò la formazione del lago artificiale più grande della provincia di Bolzano. Questa operazione di portata colossale, che le proteste locali non riuscirono a fermare, causò la sommersione completa del centro abitato di Curon/Graun in Val Venosta. OHT racconta la vicenda con un pezzo ipnotico di teatro musicale, ispirato all’opera del compositore estone Arvo Pärt. Mettendo il pubblico a confronto con uno spazio senza attori, Curon/Graun usa una narrazione rallentata combinando testi e immagini con elementi performativi live. Il campanile della chiesa del paese affogato diventa l’unico protagonista della scena, mentre il suono della campana, evocato dai tintinnabuli di Pärt, fa emergere con veemenza le forze invisibili del paesaggio alpino. Un lavoro di radicale forza visiva e poetica che, comunicando attraverso l’immobilità e lo splendore delle immagini, si propone di riavvicinare il teatro alla sua radice più profonda.


OHT (Office for a Human Theatre) lavora all'interno dei confini teatrali e al di là di essi. Fondata nel 2008 da Filippo Andreatta, OHT si occupa di paesaggio e di politica personale sottilmente affrontata nello spazio pubblico e privato. Ha collaborato con istituzioni nazionali e internazionali come Josef e Anni Albers Foundation negli USA, Fondazione Haydn di Trento e Bolzano, ONDA / NYC Artists' Salon, Romaeuropa Festival, Whitechapel Gallery London, festival Latitudes Contemporaines, Centro S. Chiara di Trento, MAXXI museo delle arti del XXI secolo per citarne solo alcune. Infine, Centrale Fies e MART Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto sono stati spesso partner di vari progetti sia per produzioni che per i debutti.

Fondata nel 1993 da Vladimir Delman, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi sin dai suoi esordi si impone a Milano e in tutta la Lombardia come punto di riferimento imprescindibile per il repertorio sinfonico. Sede dei primi concerti è la Sala Verdi del Conservatorio di Milano per poi passare al Teatro Lirico fino al 6 ottobre 1999 quando viene inaugurata, con la Sinfonia n. 2 “Resurrezione” di Mahler diretta da Riccardo Chailly, la nuova sede stabile dell’Orchestra, l’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo. Dal 1999 ad oggi sul podio della Verdi si sono susseguiti tre direttori musicali di altissimo prestigio e fama internazionale: Riccardo Chailly, Xian Zhang, Claus Peter Flor. Accanto a loro, l’Orchestra ha ospitato alcune delle più prestigiose bacchette della seconda metà del Novecento, da Carlo Maria Giulini, Peter Maag, Georges Prêtre a Vladimir Fedoseyev, Helmut Rilling, Patrick Fournillier e Riccardo Muti. Tra i solisti ospiti, protagonisti di memorabili concerti, si distinguono Martha Argerich, Aldo Ceccato, Tibor Varga, Steven Isserlis, Lilya Zilberstein, Kolja Blacher e Yefim Bronfman. Impegnata nella stagione sinfonica realizzata ogni anno nella sua sede milanese, di sovente l’Orchestra è invitata a suonare in Italia e all’estero (Svizzera, Francia, Germania, Inghilterra, Russia, Giappone e Kuwait). Tra le esibizioni di prestigio si distinguono i quattro concerti in presenza di Sua Santità Benedetto XVI; il concerto straordinario per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e per la ricorrenza delle Cinque Giornate di Milano, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; l’esecuzione alla Scala di Milano del War Requiem di Britten per il decimo anniversario dell’11 settembre con Orchestra, Coro sinfonico e il Coro di Voci Bianche diretti da Zhang Xian. Parallelamente all’attività concertistica l’Orchestra ha sviluppato un’intensa attività discografica, spaziando dal repertorio verdiano e rossiniano al sinfonismo romantico e russo.

Nato l’11 settembre 1935 a Paide, Arvo Pärt è un compositore estone noto per la sua musica sacra. Dopo un primo periodo di studio della musica dodecafonica, nel 1971 Arvo Pärt entra in silenzio contemplativo dedicandosi esclusivamente allo studio della musica sacra e gregoriana con particolare attenzione al periodo medioevale e rinascimentale. Dopo sei anni, nel 1977, interrompe il suo silenzio con un genere musicale che lo contraddistingue: il “tintinnabuli”, ovvero un suono simile a una campana. I maggiori lavori di questo periodo sonoTabula Rasa,Cantus in memoriam Benjamin Britten,Spiegel im SpiegeleFratres. Da questo momento Arvo Pärt è considerato uno dei pionieri del minimalismo e del minimalismo sacro, seppur lui non si sia mai definito un minimalista, e le sue composizioni affascinano il mondo intero. Seguono numerose onorificenze internazionali: nel dicembre del 2011 Papa Benedetto XVI lo investe del titolo di Membro del Pontificio Consiglio della Cultura, mentre nel 2016, l’Università di Oxford lo elegge Dottore Onorario in Musica.

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Crediti

Spettacolo di: OHT | Office for a Human Theatre, Fondazione Haydn Stiftung
Con: Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Musica di: Arvo Pärt (Fratres per quartetto d’archi, Fratres per archi e percussione, Fratres per violino, archi e percussione, Cantus in memoriam Benjamin Britten)
Idea: Filippo Andreatta e Paola Villani
Regia: Filippo Andreatta
Set-design: Paola Villani
Light-design: William Trentini
Riprese e montaggio video: Armin Ferrari
Assistenza allestimento: Massimiliano Rassu
Produzione: Laura Marinelli
Promozione internazionale: Laura Artoni
Collaborazione grafica: Letizia Tempesta Filisetti
Decorazione: Nadia Simeonkova, Silvano Brugnara
Produzione: Orchestra Haydn di Bolzano e Trento | Haydn Orchester von Bozen und Trient
Co-produzione: OHT, Centrale Fies
Progetto vincitore OPER.A 20.21 FRINGE
Editore: Universal Edition AG
Rappresentante per l’Italia: Casa Ricordi, Milano

Calendario

GIO 23 GEN 2020, 19:00
VEN 24 GEN 2020, 19:00
SAB 25 GEN 2020, 19:00

Anteprima Archivio Digitale

X Triennale di Milano, 1954<br/>Allestimento della mostra dell’industrial design, Achille e Piergiacomo Castiglioni, Roberto Menghi, Marcello Nizzoli, Alberto Rosselli, Augusto Morello, Michele Provinciali, foto Fortunati
X Triennale di Milano, 1954
Allestimento della mostra dell’industrial design, Achille e Piergiacomo Castiglioni, Roberto Menghi, Marcello Nizzoli, Alberto Rosselli, Augusto Morello, Michele Provinciali, foto Fortunati
XII Triennale di Milano, 1960<br/>Vano ellittico della Mostra storia del piatto e della posata, Ernesto Nathan Rogers e Enrico Peressutti, foto Publifoto
XII Triennale di Milano, 1960
Vano ellittico della Mostra storia del piatto e della posata, Ernesto Nathan Rogers e Enrico Peressutti, foto Publifoto
XIV Triennale di Milano, 1968<br/>Scalone d’onore, Ferrari Tasmania, Dino Ferrari
XIV Triennale di Milano, 1968
Scalone d’onore, Ferrari Tasmania, Dino Ferrari
Veduta notturna del Palazzo dell’Arte da Torre Littoria, 1932
Veduta notturna del Palazzo dell’Arte da Torre Littoria, 1932
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