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Teatro 19/20

Riccardo Goretti, Stefano Cenci, Colapesce

Stanno tutti male

Spettacolo

Durata: 75’

Uno strano, quasi lynchiano karaoke bar

Corriere della Sera - La Lettura

Stanno tutti male è un karaoke tragicomico che canta i mali di tutti. “Sto male” è una frase che usiamo talmente tanto che non significa più niente. Mal di testa, mal di cuore, male dal ridere, disagio esistenziale: viviamo in un mondo schizofrenico dove se non soffri vuole dire che non ti impegni, che non dai il massimo. Forgiato dalle differenti sensibilità di Riccardo Goretti, Stefano Cenci e Lorenzo Urciullo (in arte Colapesce), questo lavoro propone un affresco – o meglio una caricatura – dell’esistenza contemporanea. Perché stanno tutti male? Quale è la scala del bene e del male? Queste e altre le domande di un’indagine collettiva, condotta su internet e sui social: centinaia di followers hanno risposto a un sondaggio, filtrato e ricomposto dai tre artisti in una rassegna di stati emotivi che, per quanto gravi, sono resi con multiforme comicità. Uno studio collettivo sull’infelicità individuale.


Stefano Cenci dopo il diploma alla Scuola di Teatro di Bologna “Galante Garrone” ha collaborato con Teatro Due (Parma), Arena del Sole (Bologna), Teatro Comunale di Bologna, approdando infine alla Compagnia della Fortezza diretta da Armando Punzo (come assistente alla regia ed attore). Nel 2004, I Pescecani, di cui è voce principale, vince il premio Ubu come miglior spettacolo. Nel 2010 Alice - Saggio sulla fine di una civiltà vince il premio Ubu come miglior regia. Nel 2010 debutta a VolterraTeatro Festival il suo Ofelia in quattro e quattr’otto, struggente e allo stesso tempo esilarante riscrittura di 4.48 Psychosis di Sarah Kane. Nel 2011, in collaborazione con Emilia Romagna Teatro, produce lo spettacolo Del Bene, Del Male di e con Stefano Cenci, la Compagnia Tardito/Rendina, e un cast di oltre 70 elementi che si rinnova ogni volta, ospiti a sorpresa e musicisti dal vivo. Lo spettacolo è un coinvolgente progetto di rito rinnovato, che trae materiale poetico ed umano dal contesto ospitante. Dal 2007 è direttore artistico di Arti Vive Festival e di Arti Vive Habitat, per la promozione di Teatro d'Innovazione, Musica Indipendente e Cinema di qualità, a Soliera (MO).

Riccardo Goretti, classe 1979, è attore, scrittore, drammaturgo e musicista. Dopo alcuni anni di formazione nel teatro ragazzi, si affaccia al mondo del teatro contemporaneo con la compagnia Gli Omini, coi cui è finalista al Premio Scenario nel 2007 e vincitore al Contest del Teatro della Tosse di Genova. Nel 2010/11 collabora con il regista tre volte Premio Ubu, Massimiliano Civica per lo spettacolo Un sogno nella notte dell'estate prodotto da Romaeuropa Festival e Teatro Stabile dell'Umbria. Dal 2012 inizia un percorso artistico personale. Annunziata detta Nancy, il suo primo monologo, prodotto dal Kilowatt Festival, totalizza oltre 100 repliche. Dal 2016/17 lavora con la regista e drammaturga Premio Ubu Lucia Calamaro, con la quale porta in scena La Vita Ferma – sguardi sul dolore del ricordo. Lo spettacolo, subito acclamato come capolavoro dai più importanti critici italiani, parte in seguito per una tournée italiana e mondiale. Negli stessi anni, il suo monologo Gobbo a Mattoni, prodotto dall'Arci Toscana, vince il Festival Inventaria a Roma. Goretti è anche formatore teatrale e tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Manuale Pratico per non impazzire (Cult Editore), That's all, folks! (Firenze Leonardo edizioni).

Lorenzo Urciullo (aka Colapesce) è uno dei talenti più fulgidi e liberi della nuova scena musicale italiana. Lo prova un percorso fatto da tre album che hanno riscosso i favori di pubblico e critica (Un meraviglioso declino, Egomostro, Infedele) che lo hanno reso un talento unico, capace di unire la forma canzone pop più pura con la sperimentazione.Dopo aver vinto il Premio Tenco del 2012 per la miglior opera prima con l'album Un meraviglioso declino, ha continuato a stupire grazie al suo immaginario sempre in bilico tra raffinata canzone d’autore, pop e sperimentazione.Nel 2015, ha scritto insieme ad Alessandro Baronciani la graphic novel La distanza. Nel 2016 ha messo in piedi lo spettacolo dedicato alla sonorizzazione delle immagini del regista Vittorio De Seta, il padre del documentarismo italiano.The Guardian lo descrive come esempio di musica italiana da esportazione. Le Monde lo ha definito come il più credibile erede di Lucio Dalla e Franco Battiato inserendo Egomostro tra i migliori dischi del 2015. Collabora regolarmente, in veste d’autore, con nomi noti del pop italiano.L’11 gennaio del 2019, per celebrare i vent’anni dalla scomparsa di Fabrizio De André, è stata pubblicata da Sony Legacy la sua cover di Canzone dell’amore perduto.

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Crediti

Di e con: Riccardo Goretti, Stefano Cenci, Colapesce
Direttore dell’allestimento: Roberto Innocenti
Assistente all’allestimento: Giulia Giardi
Cura della produzione: Camilla Borraccino
Ufficio stampa: Cristina Roncucci
Foto, video documentazione: Ivan D’Alì
Progetto grafico, editing: Francesco Marini
Immagine del manifesto: Nova
Direttore di scena, macchinista: Marco Mencacci
Audio, luci: Francesco Baldi
Soluzioni sceniche: Rocco Berlingieri
Produzione: Teatro Metastasio di Prato, laCoz

Calendario

GIO 28 NOV 2019, 19:00
VEN 29 NOV 2019, 19:00
SAB 30 NOV 2019, 19:00
DOM 1 DIC 2019, 15:00

Anteprima Archivio Digitale

Palazzo dell’Arte, 1931<br/>Particolare costruttivo delle pareti dell’impluvium del Palazzo dell’Arte
Palazzo dell’Arte, 1931
Particolare costruttivo delle pareti dell’impluvium del Palazzo dell’Arte
XIV Triennale di Milano, 1968<br/>Scala elicoidale del Palazzo dell’Arte durante l’occupazione
XIV Triennale di Milano, 1968
Scala elicoidale del Palazzo dell’Arte durante l’occupazione
V Triennale di Milano, 1933<br/>Impluvium del Palazzo dell’Arte, scorcio della fontana con la statua di Leone Lodi su disegno di Mario Sironi
V Triennale di Milano, 1933
Impluvium del Palazzo dell’Arte, scorcio della fontana con la statua di Leone Lodi su disegno di Mario Sironi
IX Triennale di Milano, 1951<br/>Padiglione USA, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti e Ernesto Nathan Rogers, foto Farabola
IX Triennale di Milano, 1951
Padiglione USA, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti e Ernesto Nathan Rogers, foto Farabola
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