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“Moltiplicare la visione, trasformare e combinare gli opposti è un aspetto di continuità nel nostro modo di lavorare”

Paesaggi aerei artificiali

10 marzo 2020

In occasione della performance Azione 2020 presentata all'interno del progetto Triennale Decameron, abbiamo fatto qualche domanda alle artiste Goldschmied & Chiari per raccontare il loro lavoro.

Goldschmied & Chiari, Azione 2020, foto di Gianluca di Ioia

Azione 2020, che avete realizzato in esclusiva per Triennale Decameron, come si colloca nel vostro percorso artistico e in relazione alle opere Medusa Mirrors e Untitled Views del 2014?
Nella performance Azione 2020 per Triennale Decameron rendiamo partecipe per la prima volta il pubblico al processo di realizzazione del ciclo di opere Medusa MirrorsUntitled Portraits e Untitled Views, alle quali lavoriamo dal 2014. Il lavoro è un atto performativo dal carattere alchemico: dalla realizzazione in studio all’esposizione in mostra. Il momento stesso delle esplosioni in studio è una performance, che solitamente avviene a porte chiuse, della quale siamo le uniche testimoni e che viene ripresa dal mezzo fotografico. Nell’attimo in cui i fumogeni sono esplosi con diverse combinazioni di sostanze e colori, la nube si espande nella stanza in volute colorate e imprevedibili che compongono paesaggi aerei artificiali che durano pochi minuti e cambiano in continuazione. Nel caso di Azione 2020 l’opera si traduce nell’esplosione studiata e immaginata per la Galleria di Triennale e nella realizzazione di un paesaggio artificiale che si modifica espandendosi nello spazio architettonico costituendo un panorama unico, attraverso la scelta di colori e il posizionamento dei fumogeni, riprodotto in streaming in diretta attraverso Instagram. Questo aspetto del cambiamento continuo si ritrova anche nelle opere che, grazie alla loro materia specchiante, si modificano durante il giorno reagendo all’ambiente in cui si trovano, rispondendo ai cambiamenti di luce e ai movimenti dei singoli spettatori, rendendo il tempo, lo spazio e lo spettatore stesso protagonisti del lavoro, prolungando la performance dallo studio alla relazione con il pubblico.

Goldschmied & Chiari, Azione 2020. Triennale Decameron

Goldschmied & Chiari, Azione 2020, foto di Gianluca di Ioia
Goldschmied & Chiari, Azione 2020, foto di Gianluca di Ioia

In che modalità naturale e artificiale, realtà e illusione si intrecciano nei vostri lavori? Da cosa nasce il vostro interesse per queste coppie oppositive? 
Le Untitled Views riproducono un ambiente naturale in modo artificiale, un paesaggio aereo all’interno dello studio grazie a una palette di fumogeni colorati e tossici. C’è un’estetica della distruzione alla base della ricerca delle Untitled Views, come conflitti di piazza, scenari di guerra, attacchi terroristici, inquinamento industriale e incendi, che si trasformano in delicati paesaggi, tramonti infuocati, aurore boreali artificiali, lune notturne che spuntano da nuvole blu. Inoltre, le iniziali di Untitled Views rievocano i raggi UV, di cui il sole è una delle principali sorgenti ed è noto come possa essere difficile, o a volte dannoso per la salute, guardare il sole o un’eclisse a occhio nudo. Mentre lo specchio è un materiale archetipico del femminile, che richiama il rapporto con l’alterità e con la riflessione di sé, che cattura la luce e riproduce un’immagine della realtà, moltiplicando lo sguardo. Crediamo che la pratica di lavorare in coppia sia uno dei motivi di questo interesse: moltiplicare la visione, trasformare e combinare gli opposti è un aspetto di continuità nel nostro modo di lavorare. Per le Untitled Views il nostro studio è il luogo nel quale la natura viene riprodotta artificialmente con l’ausilio di fumi tossici e colorati. In entrambi i cicli la storia dell’arte e il paesaggio diventano citazioni e immagini da “ri-rappresentare” artificialmente. C’è un dialogo con la pittura attraverso il mezzo della fotografia: è quasi una sfida al mezzo stesso e all’idea sacrale della storia dell’arte e dei Maestri del passato.

Il vostro lavoro ha sempre dei risvolti politici anche nei momenti in cui si carica di elementi dalla forte valenza estetica ed evocativa. Come si è sviluppata l'idea di impiegare i fumogeni, associati a un immaginario di conflitti di piazza, scenari di guerra, attacchi terroristici, per sviluppare una idiosincratica lettura del paesaggio e della natura?
Questo dipende dal fatto che la nostra collaborazione nasce in un contesto di attivismo politico. Ci incontriamo per la prima volta in un gruppo cyberfemminista nel 1998. goldiechiari nasce sulla scia di multiple names come Luther Blisset e dall’idea di collettivo femminista. L’interesse politico, sociologico e l’attivismo sono delle costanti nel nostro lavoro, dalle prime opere che riflettevano sull’autorappresentazione di genere e i confini identitari come lotta sommersa - Cu-CuDump Queen e Welcome - per arrivare a lavori più complessi di ricerca nella storia italiana, come le Genealogie di Damnatio MemoriaeLa démocratie est illusionPatria e Dispositivi di rimozione. Con l’uso dei fumogeni ci interessava combinare i riferimenti pittorici con l’immaginario consueto nel quale siamo abituati a vederne l’impiego, come appunto manifestazioni di piazza, segnalazioni di pericolo, zone di guerra e zone industriali. Le composizioni si ispirano ai drammatici cieli delle opere degli artisti associati alla tradizione dei vedutisti e, in particolare, all’ultimo periodo del pittore William Turner, quando i suoi cieli diventano quasi astratti. Proprio mentre stavamo portando avanti la ricerca per la realizzazione delle Untitled Views abbiamo visitato la mostra Late Turner: Painting Set Free a Londra alla Tate Britain (2014-2015). In termini di pratica abbiamo spesso lavorato confrontandoci con l’immaginario pittorico cercando di decostruire l’ideale naturalità del paesaggio attraverso l’uso della fotografia, confondendo il naturale e l’artificiale perché, come dice Bruno Latour, “diffidate della purezza; è vetriolo per l’anima”.

Goldschmied & Chiari, foto di Toni Thorimbert

Goldschmied & Chiari (Sara Goldschmied ed Eleonora Chiari) fondano il duo goldiechiari nel 2001. Dal 2014 lavorano con il nome Goldschmied & Chiari a Milano. Fra le mostre personali più recenti: Paesaggi Artificiali / Artificial Landscapes, Galleria Poggiali, Pietrasanta e Milano (2019); Eclisse, Museo Novecento, Firenze (2019); Gioielli di famiglia, The Open Box, Milano (2018); Vice Versa, Kristen Lorello, New York (2017). Hanno raggiunto riconoscimento nazionale e internazionale collaborando con importanti istituzioni culturali e musei.

Goldschmied & Chiari, Dispositivo di rimozione #3, 2010
Goldschmied & Chiari, Dispositivo di rimozione #3, 2010
Goldschmied & Chiari, Cu Cu, 2002
Goldschmied & Chiari, Cu Cu, 2002
Goldschmied & Chiari, Cu Cu, 2002
Goldschmied & Chiari, Cu Cu, 2002

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