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“Dando parola ai corpi il circo diventa un’opzione per ripensare l’umano, in cui l’impossibile del circo sia in realtà un percorso costellato di opzioni, per l’autore e per lo spettatore”

Tra corpi e oggetti

12 marzo 2020

Per Triennale Decameron: storie in streaming il laboratorio di circo Quattrox4 ha guardato con fiducia all’unico contagio positivo possibile, quello delle arti. Il circo contemporaneo dialoga con il design e si lascia ispirare dalle sue forme e geometrie.

Foto di Gianluca di Ioia
Foto di Gianluca di Ioia

Il circo è l’arte resiliente che par excellence sa reinventare se stessa. Da Philip Astley a Phia Ménard, da Barnum a Finzi Pasca, dai Casartelli a Mathurin Bolze, c’è nel circo una spinta autorigenerante e centrifuga capace di mettersi in discussione e di interrogare altri linguaggi, compreso il design. Come afferma Ariane Martinez, il circo più di ogni altra arte “réfléchit sur lui même, soi en citant ses origines, soit en opérant une transformation et une réévaluation de ses éléments fondateurs”.

Foto di Gianluca di Ioia

Nel guardare alla corporeità come a una categoria fenomenologica singolare e mai universale, nell’urgenza di mettere in scena una presenza autoriale unica e non replicabile, nell’utilizzare il trick circense come mezzo e non come fine della performance, stipulando un patto di verità tra autore e spettatore con modalità di creazione dialogiche e orizzontali, la drammaturgia plurale del circo insegna l’arte della resilienza. Il circo cerca così di riappropriarsi della realtà decostruendo se stessa, innesca nuove relazioni, sovverte le prospettive, fino ad arrivare a mettere in discussione i propri elementi fondanti, a dilatare tempi e modi della rappresentazione, per riappropriarsi del corpo in una realtà sempre più mediata. Con modalità resilienti, il circo crea così uno spazio di resistenza che trasforma l’atto scenico della performance in un laboratorio di osservazione dell’umano attraverso la “sorpresa di fronte all’alterità”.

DALL'ALTO, dramma musicale circense coproduzione Milano Musica/Quattrox4, 2018

Quattrox4 ripensa e progetta quotidianamente il circo. Agisce in tre modi: si interroga sui suoi orizzonti drammaturgici e sulle prospettive del contemporaneo, si ispira a modelli stranieri, innesca relazioni con altri soggetti produttivi nell’ottica di incentivare l’ibridazione dei linguaggi.

Foto di Gianluca di Ioia

Crediti

Testi di Gaia Vimercati

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