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Museo del Design Italiano

Direzione Joseph Grima

Il Museo del Design Italiano, al piano terra della Triennale nello spazio della Curva, presenta per la prima volta in un allestimento permanente una selezione dei pezzi più iconici e rappresentativi del design italiano, parte dei 1.600 oggetti della Collezione di Triennale, frutto degli stimoli di un comitato scientifico che riunisce alcune delle figure di rilievo del mondo del design e dell’architettura italiani: Paola Antonelli, Andrea Branzi, Mario Bellini, Antonio Citterio, Michele De Lucchi, Piero Lissoni, Claudio Luti, Fabio Novembre, Patricia Urquiola. L’allestimento, semplice e lineare, punta a dare il massimo risalto alle opere, organizzate in ordine cronologico, e fornisce approfondimenti su storia, poetica e contesto in cui l’opera è stata progettata.

Highlights

Achille Castiglioni, Pier Giacomo Castiglioni, Arco, 1962, Flos

Vico Magistretti, Eclisse, 1965, Artemide, 1967

Mario Bellini, Divisumma 18, 1973, Olivetti

Marco Zanuso, Lady, 1951, Arflex

Crediti

Direttore: Joseph Grima

Anteprima Archivio Digitale

XII Triennale di Milano, 1960<br/>Vano ellittico della Mostra storia del piatto e della posata, Ernesto Nathan Rogers e Enrico Peressutti, foto Publifoto
XII Triennale di Milano, 1960
Vano ellittico della Mostra storia del piatto e della posata, Ernesto Nathan Rogers e Enrico Peressutti, foto Publifoto
XIV Triennale di Milano, 1968<br/>Allestimento di “Grande numero: l’intervento figurativo a grande scala”, sculture piramidali di Lynn Chadwick
XIV Triennale di Milano, 1968
Allestimento di “Grande numero: l’intervento figurativo a grande scala”, sculture piramidali di Lynn Chadwick
Costruzione del Palazzo dell’Arte, 1931<br/>Posa della prima pietra del Palazzo dell’Arte, foto Argo
Costruzione del Palazzo dell’Arte, 1931
Posa della prima pietra del Palazzo dell’Arte, foto Argo
X Triennale di Milano, 1954<br/>Sedia a sdraio in tubo di alluminio e tessuto nylon, Julien Herbert
X Triennale di Milano, 1954
Sedia a sdraio in tubo di alluminio e tessuto nylon, Julien Herbert